LAMBRUSCO E GASTRONOMIA

La terra Emiliana e Mantovana si sà ama la buona cucina e possiamo dire ha senz’altro condizionato il gusto di un’intera nazione e non solo. Suoi piatti stra famosi sono divenuti patrimonio di tutti, tanto che all’estero non è difficile trovarli nei menù anche se spesso con esiti infelici. Lasagne tortellini agnolotti, su tutti ma anche numerosi altri. L’abbinamento ideale a questa cucina è il lambrusco perché ragioni sentimentali e razionali lo consacrano in tal senso. Vediamole. I piatti di cui abbiamo parlato ed altri come gli insaccati da consumarsi freddi quali il salame, la mortadella, i prosciutti, il culatello e via dicendo sono con evidenza ricchi di grassi e necessitano come bevanda un vino dai connotati di equilibrata ma presente acidità e tannini che possa in qualche modo alleggerirli e favorire un’ottima digestione con la sua freschezza e giovinezza.

È’ indubbiamente il ritratto del lambrusco che risponde a questi requisiti e quando poi si cimenta coi bolliti di ogni tipo o con i zamponi e i cotechini riesce a raggiungere davvero la perfezione.

L’abbiamo visto esaltarsi con gli stracotti d’asino e polenta, persino con piatti di fiume come il branzino o il pesce gatto. Ma in ogni cucina creativa o tradizionale possiamo esser sicuri che un posto appropriato per il lambrusco si trovi sempre, considerando anche le sue molteplici tipologie che lo fanno mutare sensibilmente in base alle esigenze. Infatti considerando soltanto le gamme colore come indice di corposità proporzionata, andiamo dal chiaro lambrusco di Sorbara, ai rossi rubino Salamino e Reggiano, per finire coi Lambruschi rubino granati dei colli Modenesi e Reggiani o della pianura Mantovana. Poi non possiamo dimenticare il re dei formaggi quel grana che affonda sugli stessi terreni le sue radici e che si coniuga in modo ideale con esso.

Ma secondo noi c’è di più. C’è che questo vino può stare senza timore anche con i piatti più delicati o comunque di tutti i giorni. Può trovare posto in tavola stabilmente, come invece essere riservato nelle sue etichette più prestigiose ad appuntamenti gastronomici importanti.

È un vino dai connotati moderni attualissimi ma con caratteristiche che richiamano ad un mondo rurale e naturale oramai difficilmente rintracciabile. Nelle zone d’origine ci sono ancora piccole osterie di campagna dove innaffiata da un buon lambrusco, viene servita una semplice cena a base di “Gnocco fritto” o “torta fritta” che dir si voglia, rombi di pasta allo strutto fritti in olio e serviti assieme ad affettati di ogni genere,oppure a base di “crescentine” o “tigelle” che assomigliano a focaccine di ridotte dimensioni, circolari con un impasto analogo al precedente, fatte sollevare e cuocere su speciali piastre di ghisa ed accompagnate con pesto di strutto e con affettati e formaggi spalmabili.

In molte zone d’Italia il Lambrusco è apprezzato anche nella sua versione dolce, dove il contrasto tra una sempre presente corretta acidità con il sapore amabile crea un connubio straordinario e particolare. Lo si trova poi abbinato a pasticceria raffinata oppure ad esempio con la arcifamosa torta “Sbrisolona” mantovana.


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