I Terreni

TERRENI COLLINARI

I terreni posti a sud della via Emilia in corrispondenza con la zona collinare delle provincie emiliane, fanno parte del margine appenninico di età calabriana, quaternario antico, e pre calabriana, che è costituito da depositi morenici e fluviali, così come a nord della provincia mantovana, verso i contrafforti prealpini, si hanno gli stessi strati morenici accompagnati da depositi fluvio-glaciali. Questi terreni risultano composti da ghiaie e ciottolati accompagnati da depositi argillo-sabbiosi. Essi risultano ideali per la coltivazione della vite anche per la loro scioltezza e capacità di non trattenere eccessivamente l’acqua.

TERRENI DI PIANURA

I terreni posti in pianura degradando sia dalla colline emiliane e sia da quelle moreniche del Garda con epicentro nel fiume Po, presentano tre composizioni diverse legate alla litiologia di superficie.

Avremo infatti :

q       terreni prevalentemente argillosi, ossia loam o terreni misti nei quali l’argilla è prevalente, ma dove compaiono nel contempo ricche percentuali di sabbie o limi.

q       Terreni prevalentemente limosi, di difficile coltivazione per l’azione asfissiante e impermeabilizzante del limo.

q       Terreni prevalentemente sabbiosi, vi è da notare che questi terreni corrispondono in genere alle zone di pianura più alte rispetto le quote altimetriche generali e si trovano in corrispondenza di paleoalvei o zone di scarico alluvionale dei fiumi Secchia, Panaro e Po. Rappresentano il substrato ideale per le più pregiate uve di pianura essendo composti di argilla e sabbie che garantiscono un buon drenaggio e un’altrettanto buona fertilità.

E’ sui terreni argillosi e sabbiosi che avviene la produzione di uve da lambrusco con prevalente propensione per quelli sabbiosi ove le caratteristiche dei vitigni possono maggiormente esaltarsi.


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