I Luoghi Comuni da Sfatare

Abbiamo detto che questa tipologia di vino è per molti aspetti valutata con sufficienza da alcuni esperti, si spiegano così aggettivi come “vino facile, spumeggiante, leggero, allegro e bonario come i residenti di questi luoghi padani”. Tutti aggettivi richiamanti aspetti apparentemente secondari nella reputazione dei  vini. Sembra che si voglia dire; attenzione qui siete davanti ad un vino per modo di dire, facile facile, un po’ rustico, adatto a consumatori senza troppe pretese e privo di accenti d’eccellenza, basti pensare alla spuma vivace, al moderato corpo o alla curiosa bottiglia borgognona. Insomma buttiamola sull’allegria e non pensiamo troppo al contenuto.

Provate a discorrere di questo vino quando la conversazione riguarda il bere bene e raffinato. La reazione degli attoniti interlocutori si manifesterà prima con l’apparire di un sorriso divertito poi con lo stupore di chi coglie una nota stonata in una conosciuta melodia.

Uno dei cantautori più amati dal pubblico, che tra l’altro viene dal cuore della zona di produzione, Correggio, ci riferiamo a Luciano Ligabue, ha scritto in una sua notissima canzone che porta proprio questo titolo “lambrusco & popcorn”questi significativi versi :“ lambrusco e popcorn e via sopravvivere, andata e ritorno classe tre, ma almeno è possibile.” Interpretatela pure come volete però sembra dire:

Il minimo, nel gradino del bere, il minimo, in quello del mangiare, classe terza, ma almeno è possibile sopravvivere.

Tuttavia siamo sicuri che oggi il bravo Luciano conseguito un successo meritato e strepitoso che indubbiamente lo fa viaggiare in prima classe ovunque, non avrà abbandonato il piacere di bere di tanto in tanto, quando reperibile, un buon bicchiere di lambrusco, senza per questo considerarlo un bere inferiore anzi con la consapevolezza di ritrovare aromi e profumi insostituibili della propria terra.

Indubbi errori commessi nella politica in campagna dal secondo dopoguerra fin quasi ai nostri giorni, hanno contribuito al formarsi di una immagine in negativo di questo vino. Attratti dalla remunerativa iperproduzione, dovuta alle caratteristiche proprie dei vitigni sposati a fertili terreni alluvionali o pedecollinari, si è privilegiato l’aspetto quantitativo impoverendo di fatto un prodotto finale altrimenti eccellente.

Agli inizi del secolo c’erano ragioni “alimentari” che costringevano a non andare troppo per il sottile. Ci si doveva nutrire e il lambrusco era senz’altro un “cibo liquido” di particolare importanza. Le tante cantine rurali , adesso scomparse, facevano vino sì per venderlo ma anche per nutrire con esso i braccianti agricoli e affinché sopravvivesse più a lungo possibile usavano dividerlo in due diverse produzioni : il fiore ossia la spremitura più leggera, il sottile la seconda più pressante torchiatura che vedeva l’aggiunta di acqua per ottenere una bevanda leggera detta vino sottile o puntalone.

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