Aree geografiche di produzione

Per districarci nella non semplice collocazione delle aree di produzione specifiche e delle loro caratteristiche dobbiamo munirci di nozioni elementari geografiche e orografiche.

L’Emilia nelle province di produzione modenese e reggiana e la Lombardia nella propaggine rappresentata dalla provincia mantovana, che si estende al confine nord con esse, hanno caratteristiche orografiche non troppo dissimili. Si riscontra un andamento sull’asse nord-sud invertito ma essenzialmente assimilabile. Ossia le province di Reggio Emilia e di Modena, così come tutte le altre provincie Emiliane ad eccezione di Ferrara, hanno una superficie divisa in due parti distinte, una pianeggiante che si estende dalla prossimità del fiume Po a nord, fino a sud della via Emilia, e da qui proseguendo nella medesima direttrice, diviene collinare e via via montagnosa verso il confine con la Toscana. La provincia Lombarda di Mantova ha lo stesso andamento ribaltato come asse. Ossia la zona corrispondente all’incirca al fiume Po, pianeggiante segna il confine meridionale,mentre a nord verso il lago di Garda, iniziano le propaggini moreniche dei colli Mantovani. Naturalmente le percentuali di pianura rispetto alla collina sono molto diseguali tra le Emiliane e il Mantovano, tuttavia un fattore evidente è che per entrambe il riferimento geografico in comune è il fiume Po.

PROVINCIA DI MODENA

Certamente l’area più estesa e storicamente più articolata. Sul suo territorio provinciale dal limitare a nord con la provincia di Mantova, pianeggiante, fino a sud con la fascia collinare si concentrano la produzione di ben tre tipologie diverse di lambrusco dai caratteri profondamente diseguali che come vedremo influenzeranno direttamente o indirettamente le produzioni delle altre provincie,rispettivamente:  IL Salamino Santa Croce ubicato nella zona nord, il Sorbara che si colloca nella fascia territoriale mediana compresa tra i fiumi Secchia e Panaro, e infine il Grasparossa che si colloca sulla fascia collinare a sud.

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

Il territorio segue come detto, l’andamento orografico modenese con il degradare della pianura a nord fino agli argini del fiume Po e con la parte collinare a sud. Qui abbiamo due zone di produzione del lambrusco che mescolano al proprio interno presenze di uve in comune e non :

il Reggiano prodotto essenzialmente nella pianura ma, diversamente da quello che accade nella provincia di Modena, con “sconfinamenti “ nella zona collinare dove invece si produce il Colli Scandiano e Canossa che si differenzia in Lambrusco Montericco e Grasparossa , vitigni dalla vocazione esclusivamente collinare.

PROVINCIA DI MANTOVA

Il suo territorio risulta diverso dai precedenti perché innanzi tutto le zone di produzione si estendono in prevalenza sul percorso del fiume Po, mentre la zona nord, come detto, beneficia delle prime propaggini alpine nelle colline moreniche Mantovane a ridosso del Garda. Il Lambrusco Mantovano un po’ come il reggiano mescola vitigni di prevalente provenienza Modenese-Reggiana, i quali acquistano grazie al terreno, fisionomia propria nei caratteri salienti differenziandosi anche in modo profondo e netto. Un’interessante varietà che possiamo definire”autoctona”e il lambrusco Viadanese o Grappello Ruberti.

PROVINCE DI PARMA,BOLOGNA,TRENTO 

Nella provincia di Parma priva di una propria doc riconosciuta di lambrusco, si coltivano con un certo impegno questi vitigni, ed esistono realtà enologiche nelle quali il lambrusco riveste una grande importanza. Anche in questa provincia le aree interessate sono la pianura e la collina. I lambruschi qui prodotti sono igt, ossia a indicazione geografica tipica.

La provincia di Bologna invece concentra la produzione dei suoi lambruschi prevalentemente in pianura ,essendo le colline oramai tutte orientate a produrre la prestigiosa doc”Colli Bolognesi”.

Una delle più importanti cantine del lambrusco in territorio bolognese è la Sociale di Bazzano che tuttavia aderisce al consorzio marchi storici Modenesi.

Discorso a parte per la provincia di Trento che produce in due comuni, Ala e Avio, un lambrusco da un vitigno denominato a “foglia frastagliata”che tuttavia per non ingenerare confusione è stato ribattezzato “Enanzio”. Spesso viene anche utilizzato per preziosi tagli con altri vini trentini.


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